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[croccantini] Ricette veneziane di Carnevale/2 - I Galani

Questo dolce in realtà è diffuso in tutta Italia come dolce tipico del Carnevale. Altrove si chiamano "chiacchiere" o "lattughe". Il nome galani (pronunciato con la tipica 'elle' muta dei veneziani, in realtà una "e" brevissima di legatura dal suono molto gutturale e molto chiuso, che solo i madre lingua pronunciano correttamente) deriva probabilmente dalla parola gala che in dialetto significa "nastro". Infatti a Venezia i galani si usano preparare molto sottili, quasi un foglio di carta, in un modo che ne mantiene la croccantezza, a differenza di quanto si fa in Lombardia, dove le chiacchiere sono gonfie e con una pasta che a me sembra grossa ma che soprattutto si "ammoscia" rapidamente se non si consuma in fretta. E non c'è nulla di più deludente, almeno per me, di un galano moscio.

Galani
Dosi per 8 persone:
400g di farina 00
80 g di zucchero semolato
3 cucchiai di zucchero a velo
2 uova
Un tuorlo
50g di burro
2 cucchiai di grappa
poco latte
un pizzico di sale
olio di arachidi

Fate la fontana sul piano del tavolo con la farina setacciata, lo zucchero semolato e il sale, aggiungete le uova, il burro sciolto a bagnomaria e la grappa. Bisogna impastare con una certa energia, aggiungendo il latte, poco, per dare la giusta morbidezza alla pasta. Quando l'impasto è pronto, stendetelo con un mattarello in una sfoglia molto sottile, diciamo come una moneta da cinque centesimi e ritagliate i galani usando la rotella dentata, secondo le forme che preferite: rombi, strisce, nastri annodati (io preferisco i rettangoli, ma solo perché sono pigro). Quando avete ritagliato tutta la pasta, coprite i galani con un canovaccio, metteteli in un luogo riparato e lasciateli lì tranquilli per una mezz'oretta. Preparate nel frattempo l'olio nella padella o meglio ancora nella friggitrice, l'olio deve essere abbondante, i "galani" devono galleggiare mentre friggono. L'altra cosa importante è che i galani vanno fritti pochi per volta e, dopo averli scolati col mestolo bucato, vanno lasciati asciugare bene su della carta assorbente o scottex. Una volta che si sono raffreddati, spolverizzateli con lo zucchero a velo e buon appetito!
Variante: a galani ancora caldi ma già asciutti, usate per la spolveratura il normale zucchero semolato invece dello zucchero a velo (a me non piace molto questa variante perché il risultato è troppo dolce per  i miei gusti, ma, appunto, è questione di gusti).

Pubblicato il 24/2/2004 alle 9.42 nella rubrica Croccantini.

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