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sessualità - 22 novembre 2006

[bollicina] Docce (du-du-du), in cerca di guai

ATTENZIONE: la lettura di questo post è riservata ai maggiori di 18 anni.

Scena: una piscina nel nord Italia, una domenica pomeriggio durante una gara di nuoto.

Uomo sotto la docciaGattopesce ha appena terminato la sua ultima prova della manifestazione, saluta gli altri atleti della squadra e qualche conoscente, raccoglie il suo borsone e si dirige negli spogliatoi per la doccia di rito. La saletta per le docce ha sei posti, tre da un lato e tre dal lato opposto tutte aperte e senza divisori. Ci sono quattro persone che si stanno lavando, due per lato, Gattopesce entra e si schiaffa sotto la prima doccia che trova libera. Ha a fianco due ragazzotti che sono evidentemente compagni di squadra. Il ragazzo più vicino a Gattopesce avrà un 27-28 anni, l'altro, più distante, sembra attorno ai 35. Siamo tutti senza costume e Gattopesce con un'occhiata fugacissima non può non notare che quest'ultimo esibisce una "dotazione" decisamente e di gran lunga superiore alla media. Gattopesce pensa fra sè e sè "Apperò" poi gli gira la schiena e inizia a lavarsi facendo finta di niente. Lo scaldabagno delle docce si mette a fare degli strani rumori e tra i presenti iniziamo a fare delle battute. Gattopesce nota che il ragazzo dotato ride e scherza ma guarda pure. Sì, decisamente guarda. Anzi, "guarda". Gattopesce decide di continuare a far finta di niente ma con la coda dell'occhio osserva che il ragazzo continua a guardare, a guardarsi l'attrezzo e a guardare Gattopesce. Finiamo la doccia tutti e tre più o meno in contemporanea. Gattopesce si ferma nell'atrio delle docce, indossa l'accappatoio e inizia ad asciugarsi. Il ragazzo dotato è lì a fianco e si asciuga pure lui ma con molta, troppa calma. E continua a guardare, discretamente e furtivamente ma guarda. Il suo compagno di squadra si sposta nello spogliatoio, Gattopesce pure, il ragazzo dotato resta nell'atrio delle docce. Nello spogliatoio ci siamo solo io, il compagno di squadra e altri due nuotatori già pronti per uscire. Il compagno di squadra si veste molto velocemente e nel frattempo arriva il ragazzo dotato, che sta continuando ad asciugarsi con l'accappatoio ravanando con cura soprattutto "lì". Io mi sono piazzato nella panchina all'angolo, lui si sistema nella panchina a fianco sull'altro lato dell'angolo. In questa collocazione di fatto gira le spalle a tutti i presenti tranne che a me e facendo finta di niente, zac, lascia che l'accappatoio si apra.

Ohibò, ho visto bene? L'attrezzatura del ragazzo spunta orizzontalmente, un po' troppo orizzontalmente. Decisamente non è nella sua normale posizione di riposo e le dimensioni non consentono nemmeno di mascherare la cosa. Il ragazzotto finge di massaggiarsi la schiena e così facendo spinge con una certa decisione il bacino in avanti e vai con la proboscide barzotta in bella vista. Gattopesce sogghigna, decide di continuare a far finta di niente e gira l'occhio altrove. Insomma ci saremo anche capiti ma un minimo di decenza, su. Intanto il compagno di squadra vestito di tutto punto raccoglie la borsa e gli chiede: "Vieni?" Lui gli dice di andare pure avanti che pensa di fermarsi un altro pochino, non senza aver prima richiuso in tutta fretta l'accappatoio con un leggero imbarazzo. Gattopesce ha visto la scena di sottecchi e sogghigna ancora più forte tra sè e sè. L'amico lo aveva quasi sgamato.

Il compagno di squadra se ne va, gli altri due nuotatori vestiti se ne vanno, negli spogliatoi restano da soli Gattopesce e il ragazzo dotato che continua a cincischiare e a giocherellare con l'accappatoio senza dar cenno di vestirsi. Gattopesce intanto con calma si è rivestito quasi del tutto e si siede per asciugarsi i piedi e poi mettersi le scarpe. Nello stesso momento anche il ragazzotto dotato si siede sulla sua panchina, in pratica è come se fosse seduto di fronte. Si appoggia con la schiena al muro, allarga le gambe e con non chalance lascia che l'accappatoio si apra ancora, mettendo in bella mostra tutta l'attrezzatura (ora a riposo). Finge di meditare pensieroso ma Gattopesce vede chiaramente che sta continuando a lanciare occhiate furtive. A un certo punto chiude l'accappatoio sul petto, lasciando scoperte le gambe e si china in avanti, Gattopesce si china pure lui per prendere la prima scarpa e nota con la coda dell'occhio che la parte inferiore dell'accappatoio del tipo si sta lentamente sollevando. E vede chiaramente anche "che cosa" la sta facendo sollevare. L'accappatoio scivola un pochino e rimane in parte appoggiato alla "leva" ormai mezzo scoperta che il ragazzotto, sempre fingendo di fissare meditabondo la parete davanti a sè, comincia a far andare su e giù, su e giù senza usare le mani. Gattopesce dentro di sè sta sghignazzando sempre di più, silenziosamente: ma tu guarda un po' cosa sta capitando, chi se lo sarebbe mai aspettato e poi proprio in questa circostanza. Il ragazzotto prende coraggio e fissa decisamente lo sguardo su Gattopesce che stavolta decide di guardarlo anche direttamente negli occhi per vedere come reagisce. Il ragazzotto svia lo sguardo di scatto poi lo rifissa, lo svia per un altro attimo e poi lo rifissa ancora stavolta in modo più sicuro quando entra un altro nuotatore nello spogliatoio. Il ragazzotto allora si chiude l'accappatoio, prende la sua borsa, passa a fianco di Gattopesce, lo guarda di sfuggita e si avvia nella zona camerini.

Gattopesce intanto ha concluso la vestizione, tira su il borsone e si avvia verso l'uscita. Per arrivare alla porta si passa a lato dei camerini e buttando l'occhio di lato chi ti vede? Il ragazzotto, fermo lì in attesa dietro l'angolo, che come vede Gattopesce si infila dentro un camerino, lascia la porta aperta e si leva l'accappatoio continuando a fissare direttamente (e con l'arnese sempre bello "sveglio"). Gattopesce a questo punto dentro di sé sta ridendo di gusto e decide di avvicinarsi al ragazzotto e attaccar bottone. Il tipo oltre che a confermare molto chiaramente di essere più che disponibile forse si stava aspettando che succedesse "qualcosa di più" lì al momento. Gattopesce però con calma gli dice che a) è già impegnato b) se ne sta andando c) non gli sembra comunque il caso perlomeno in quella situazione. Il ragazzotto allora chiede a Gattopesce se può fermarsi qualche minuto ancora ma Gattopesce gli risponde che ha un tot di km di autostrada da fare, che ha impegni a casa e che vorrebbe evitare di guidare con la nebbia serale. "Ma vivi da solo?" chiede il tipo, "No" gli risponde Gattopesce. "Ma farai anche altre gare?", "Certo che sì", "Allora ci vedremo ancora", "Facile. Ciaaaoooo". Gattopesce adesso sogghigna apertamente e se ne esce fuori divertito e ridacchiando come un pazzo.

Ma dico: in tanti anni in cui ho fatto gare di nuoto gay non mi era mai, dico mai (o quasi), capitato né di trovarmi né di vedere una situazione del genere, non tanto esplicita per lo meno. E adesso in una gara di tutt'altro tipo mi trovo queste sorprese a tradimento. Vatti a fidare degli "etero"....




permalink | inviato da il 22/11/2006 alle 10:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa
 
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