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SOCIETA' - 10 febbraio 2009

Eluana

Se Dio esiste, ha dimostrato almeno due cose:

  • che la Sua pietà di fronte al dolore è molto più sensata di quella degli uomini
  • che i rumorosi petulanti che si autoproclamano Suoi rappresentanti in terra in realtà non Lo rappresentano affatto.

Ti sia lieve la terra, Eluana.


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permalink | inviato da gattopesce il 10/2/2009 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
 

vita familiare - 7 gennaio 2009

Siamo già a 20cm e sale ancora

Ovviamente sto parlando di questo:

E non accenna a smettere, quindi oggi niente rientro al lavoro e domani si vedrà.

Buon 2009 a tutti.


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vita familiare - 25 novembre 2008

Semplificare?

Questo blog ultimamente langue per colpa di uno dei miei peggiori difetti, ovvero il non saper dire qualche "no" in più in determinate circostanze. E così mi trovo in una situazione in cui c'è troppo di tutto: il nuovo ruolo sul lavoro che assorbe molto più tempo e richiede trasferte (e coi tempi che corrono, di questo mi guardo bene dal lagnarmene), la dirigenza della squadra di nuoto, gli allenamenti, le gare (per inciso, domenica ho bissato il disastro sui 50 rana, meno male che almeno sui 100 ci ho messo una pezza con un tempo tutto sommato decente), la corsa per il calendario di squadra che in quest'annata di vacche magre sta creando problemi, le liti con l'assicurazione di Giu che si sta comportando in modo letteralmente illegale, il lavoro su internet per preparare il sito di lancio (si spera) di un nuovo artista, la famiglia con le difficoltà dell'azienda di Giu, il tempo da dedicare a lui, il tempo da dedicare agli amici e ai parenti che si sta praticamente azzerando, il blog.

Troppo di tutto. Urge semplificare. Per il lavoro, poco da fare. Per la dirigenza della squadra, una decisione ormai è maturata ma per renderla operativa devo attendere settembre. Per il resto, si va in ordine di priorità. Quindi, come del resto già avviene, qui scriverò quando avrò tempo e al tempo stesso voglia (leggi: non sarò totalmente stravolto dalla stanchezza fisica), di cose da dire ne avrei parecchie: sulla politica (bleah); su questa Italia che sembra marciare a grandi passi verso gli anni '20, ma quelli del 1900, non quelli del 2000; sulle mie cose, serie o facete che siano e pure qualche cazzata che non guasta. Ma anche qua, troppo di tutto e tutto troppo mescolato insieme. Urge semplificare.


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vita familiare - 18 ottobre 2008

pensieri sparsi al vento

Periodo molto intenso, il nuovo lavoro mi sta dando soddisfazioni inaspettate, soprattutto mi stupisce l'autorevolezza che i colleghi mi attribuiscono, sia quelli italiani che quelli esteri, compresi quelli che mi mettono in difficoltà ("Scusa Madeleine, ma perché questa cosa vieni a chiederla a me? Devi chiederla a XXX [la mia ex-coordinatrice], è lei l'esperta ufficiale", "Perché di te so che tu sei esperto per davvero e mi posso fidare di quello che dici, di lei no", quasi da orgasmo), per non parlare della solidarietà che mi dimostrano quando capita qualcosa di collegato ai motivi che mi han portato a cambiare mansione. Incredibilmente ho trovato nuovi stimoli, se non addirittura un campo di potenzialità nuove, il che era tutt'altro che scontato viste sia la mia anzianità aziendale che il punto in cui è arrivata la mia carriera. Insomma, una luna di miele, vedremo di farla durare.

Periodo molto intenso, la squadra di nuoto quest'anno mi sta dando parecchio da fare, ho delegato quanto possibile, ma stiamo affrontando una vera e propria crisi di crescita, ben quattordici persone in più rispetto alla scorsa stagione e altre che si presentano perché si mostrano interessate, la situazione del calendario che finalmente si è sbloccata, qualche possibilità ghiotta sul fronte sponsor, qualche problema interno al consiglio direttivo (ma questo me lo aspettavo) per non parlare degli allenamenti che assomigliano sempre di più a scene della prima parte di Full Metal Jacket ma che dovrebbero servire in gara - a proposito, la prima della stagione è proprio domenica prossima, vedremo come andrà.

Periodo di riflessione su come stanno andando le cose nell'economia, sia per quanto riguarda la mia ditta e il settore in generale (con situazioni allucinanti di ditte che tagliano posti da una parte ma prendono personale da altre ditte che glielo passano in outsourcing), sia per quanto riguarda lo scoppio della finanza - scoppio che viene da lontano, molto di più di quanto possa sembrare. Forse siamo davvero a un momento di svolta, alla fine del periodo folle nato ai tempi ancora di Ronald Reagan (i famosi "yuppy"), dove è iniziata la distorsione dell'arricchimento tramite speculazione azionaria piratesca (acquisto del controllo di aziende floride tramite scalata, poi spezzettamento in tante aziende più piccole messe sul mercato, la somma delle parti è maggiore del tutto, poco importa se poi l'azienda viene distrutta e le persone mandate a spasso) e l'inizio della folle distorsione per cui un'industria non vale per quello che produce ma per quello che sono le sue azioni in borsa, il controsenso per cui il mercato azionario premia l'azienda che licenza e penalizza quella che assume sotto la maschera di una presunta "ottimizzazione dei costi" (quando nella realtà l'azienda sana, in crescita, è quella che ha bisogno di assumere e quella che ha bisogno di licenziare è quella che ha dei problemi), il che ha scatenato tutta una serie di operazioni di fusioni, alleanze, spezzettamenti che industrialmente non hanno senso ma che premiano la finanza (e soprattutto quelli che ci lucrano sopra), col risultato che molte aziende, anche grosse, han dimenticato la loro vera ragione di essere. Meccanismo di speculazione che si è autoalimentato nel tempo con miraggi che hanno avuto effetti disastrosi, la bufala della "new economy", le licenze dell'UMTS vendute a peso di platino, la "razionalizzazione del mercato in contesto globale". Un pallone che si autogonfia, al punto da suicidarsi per scoppiamento. Speriamo che il momento del botto sia arrivato, perché almeno così obbligherà a molti ripensamenti.

Periodo di disgusto per quanto riguarda la politica ma soprattutto la reazione dell'italiota medio, ormai completamente massificato da una tv e da un'informazione scandalosamente manipolate (si salva, ma forse ancora per poco, solo il tg de La7), convinto per sfinimento o per convenienza o per minchioneria che davvero S.B. abbia risolto il problema dei rifiuti a Napoli (falso), la sicurezza delle città (falso), l'Alitalia (e non ci si accorge nemmeno che nell'operazione noi contribuenti pagheremo i debiti anche di AirOne, compagnia non pubblica, ma questo è stato volutamente omesso dai TG: un bel favore di S.B. ad amici che chiaramente ricambieranno). Ma dall'altra parte siamo nell'acqua alta più totale (e dico "acqua" per non dire altro) e in tutto questo ci godono poteri vecchi, vecchissimi che zitti zitti si riprendono un potere temporale formalmente finito nel 1870, sfruttando il medioevo mediatico del XXI secolo con gli strumenti tipici del medioevo (superstizione religiosa, irrazionalismo, discredito della ragione, diffusione di credenze volutamente sbagliate, controllo dello stato di ignoranza della massa).

E mi torna la voglia di scappare dall'Italia.


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permalink | inviato da gattopesce il 18/10/2008 alle 8:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
 

vita da impiegato - 30 settembre 2008

Mudanzas

Ieri finalmente mi sono trasferito fisicamente nella nuova postazione di lavoro. Da un certo punto di vista è stato un bel salto passare dall'ambiente semiovattato della palazzina del quartier generale al capannone dei laboratori. Intanto per lo spazio a disposizione, molto più angusto, poi per il sovraffollamento. Se prima la privacy era relativa ma in qualche modo si riusciva a mantenere, qua è pressoché impossibile grazie anche all'impostazione open-space (progettata da un architetto del lavoro che forse aveva in mente un ambiente di contabili piuttosto che quello di un'azienda ad alta tecnologia, dove la necessità di concentrarsi e la tranquillità ambientale sono requisiti essenziali). E fa un certo effetto il cambio di prospettiva: ieri facevo parte di quelli che le strategie le definivano, ora sono tra quelli che deve rendere reali le strategie definite da altri, ossia i miei ex-colleghi e mi sembra di essere entrato in un altro mondo, dove la visuale è molto più limitata e di converso anche tu per gli altri risulti meno visibile. Lo sapevo benissimo nel momento in cui ho deciso di cambiare e, se da un certo punto di vista ora mi rendo conto appieno del salto fatto, da un altro punto di vista mi sento anche sollevato per il fatto che non devo condividere obtorto collo determinate scelte e per aver detto "non ci sto" a un approccio che nel mio ex-ambito da un po' di tempo premia solo chi è più bravo nel vender fumo e nello spararle più grosse, peccato solo che il nostro vero compito sarebbe quello di produrre l'arrosto e di stare coi piedi per terra. Quando questo andazzo diventa non solo quello prevalente, ma pure l'unico a essere premiato e premiante - alla faccia del "merito" - in prospettiva vedo solo lacrime e sangue e dato che a me non piacciono né il ruolo di Cassandra né quello del pompiere-che-salva-il-culo-altrui (con tanto di finale in cui è il salvato che viene scambiato per l'eroe e del salvatore chissenefrega), allora no, preferisco fare un passo indietro e non unirmi al coro degli yes-men e a quello dei rampanti che promettono l'oro sul sudore altrui, pronti a saltare altrove o a negare ogni responsabilità propria quando sentono odore di disastro. Due generi di coro che ho sempre trovato parecchio antipatici.

In compenso ho visto che la sera anche il mio capo, salvo situazioni eccezionali, se ne va via alquanto presto e gli orari che mi son trovato a fare nelle ultime settimane, con timbrature in uscita prossime alle ore 20.00, molto probabilmente diverranno un ricordo o, come dovrebbe essere, una vera eccezione. E stranamente, nonostante l'ambiente non favorevole, rumoroso e affollato, mi sembra pure di lavorare con maggiore efficienza rispetto a prima. Vedremo come andrà.

In ogni modo, un primo passo è stato fatto e comunque io continuo a guardarmi intorno. Non si sa mai che salti fuori qualcosa di migliore.


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permalink | inviato da gattopesce il 30/9/2008 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
 
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