.
Annunci online

venezian-lombardo fuor d'acqua

Feed RSS di questo blog RSS 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
GayCrawler
Blog Catalog
Globe of Blogs
Blog Rankings
GetBlogs - Find Blogs in the Blog Directory

Non assegnata - 24 novembre 2004

10 - 2004, oggi

D. non sparì dalla mia vita con la fine della nostra storia. Dopo pochi mesi da quella sua telefonata inattesa iniziammo a rivederci e a rifrequentarci più o meno regolarmente. Lui nel frattempo si era lasciato con Rita, le cose erano andate esattamente come gliele avevo prospettate e aveva ricominciato ad andare solo con altri uomini, ma sempre in modo "velato". Da questo punto di vista le nostre strade divergevano sempre di più: forte delle nuove e inattese consapevolezze che la vicenda mi aveva fatto scoprire e forte del nuovo indirizzo della mia vita, basato solo sulle cose che avevo compreso essere quelle per me fondamentali, avevo intrapreso un cammino di visibilità e di completa accettazione di me stesso che avrebbe trovato il suo pieno compimento con l'esperienza dei Gay Games di Amsterdam. Con D. parlavamo liberamente di tutto, con la consapevolezza che la profonda conoscenza reciproca e il legame che ci aveva uniti non lasciava nessuno spazio né alle menzogne più o meno volute né ai giri di parole diplomatici. Potevamo parlarci direttamente, pane al pane vino al vino, colpendo anche duro e questo sembrava assolutamente naturale. Eravamo molto di più che semplici amici, io vedevo questa situazione come quella di due ex-coniugi che continuavano a trovare nell'altro un punto di riferimento anche dopo che entrambi si erano ricostruiti una propria vita.

Naturalmente io avevo le mie storie e D. aveva le sue. Capitò anche che facessimo ancora del sesso insieme e la prima volta che questo accadde, in modo per me inaspettato devo ammettere, ebbi come la sensazione del "ritorno a casa". In una di queste occasioni D. stava per chiamarmi "amore" ma troncò la parola a metà; io feci finta di niente. Addirittura avvenne che D. mi fece una piccola scenata di gelosia quando seppe che pochi giorni dopo che avevamo fatto sesso io ero andato a letto anche con Karl. In realtà impiegammo entrambi molto tempo per chiudere definitivamente nel nostro cuore la nostra storia. Io capii di esserne uscito davvero solo due anni dopo, quando mi innamorai follemente di un altro ragazzo (che per altro non lo meritava perché poi si rivelò poco sincero e soprattutto un opportunista calcolatore di prima grandezza). Quella nuova passione forte e intensa spazzò via gli ultimi residui di quel che era stato tra me e D., lasciandomene solo il ricordo e rendendo completamente libero il nostro nuovo modo di rapportarci.

D. disapprovava sempre più il fatto che io non solo frequentassi gli ambienti gay ma anche che mi rendessi sempre più visibile come omosessuale. Secondo lui mi stavo facendo trascinare dalle cose ma in realtà non voleva vedere che quella era semplicemente una mia scelta consapevole e voluta. Credo che si sentisse in qualche modo in inferiorità nei miei confronti perché io trovavo sempre più il coraggio di vivere liberamente per quel che ero mentre lui era ancora bloccato lì nel limbo di un'accettazione incompiuta se non di una sostanziale non accettazione di sé. E questo per il suo orgoglio non era accettabile. Mi rimproverò in più di un'occasione per il fatto che talvolta preferivo andare in questo o quel locale da solo piuttosto che fare qualcos'altro di pseudo-etero in compagnia di persone che ormai erano distanti anni-luce da me e non riusciva a capire perché. E questo ci allontanava sempre di più.

Nel frattempo D. iniziò un'altra storia con un musicista, Benedetto, e volle farmelo conoscere. Fu una bellissima sopresa perché Benedetto e io entrammo immediatamente in sintonia. Di fatto, D. si era trovato una persona che aveva sostanzialmente le mie stesse caratteristiche e confesso che provai un senso di rivincita, seppure postuma e inutile. Ma si sa, noi esseri umani non siamo perfetti e queste piccole malizie (o cattiverie?) fan parte del nostro animo, inutile negarlo. E D. fece passare a Benedetto le stesse cose che fece passare a me, compresa la fine della loro storia. Questo mi mise una doppia tristezza, prima nei confronti di Benedetto, che trovava in me una persona con cui poteva sfogarsi sapendo che potevo capirlo fino in fondo, e poi nei confronti di D. perché a distanza di anni dimostrava di non essere cresciuto di un millimetro sotto determinati aspetti. E anche questo ci fece allontanare sempre di più.

Sentii D. l'ultima volta esattamente quattro anni fa, in occasione degli auguri di Natale, dopo qualche mese di silenzio. Parlammo delle nostre vite, del nostro lavoro, di cosa era accaduto nelle nostre famiglie. D. mi disse della sua storia con un ragazzo spagnolo e promettemmo di risentirci. Cosa che da allora non è mai più avvenuta.

Ho saputo solo recentemente, tramite Benedetto, che D. ora si è trasferito in un'altra parte d'Italia, che ha lasciato il ragazzo spagnolo dopo averlo trattato come aveva trattato noi due e che continua a giocare al seduttore bisessuale, anche se in realtà poi va solo con gli uomini, negando sempre di essere gay. Venire a conoscenza di queste cose mi ha messo un'ombra di tristezza che mi ha fatto ripensare a tutta la nostra storia e a quel che voleva essere ma non avrebbe mai potuto. Tristezza acuita dalla considerazione della difficoltà se non impossibilità da parte di D. ad accettarsi per quel che è e a limitare così una gran parte della propria vita. Anche per questo D. nella mia mente appare oggi illuminato da una luce malinconica, simile a quella del tramonto, come un ricordo, una bella storia senza lieto fine. Un passato che è chiuso e che con la fine di questo racconto ritorna al suo posto, tra i mille altri ricordi che han fatto di me quel che sono oggi.

Fine



Torna al capitolo precedente




permalink | inviato da il 24/11/2004 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
 
viaggia nel tempo     <<ottobre 2004    [    ]    dicembre 2004>>